L’ interesse di una importante provincia lombarda verso le competenze dell’ agenzia LeverPlanGo, per la realizzazione di un piano di comunicazione di marketing territoriale, stimola alcune mie riflessioni sulla programmazione e sull’ operatività.

Considerando che le amministrazioni locali hanno sempre più interesse a valorizzare il territorio e che il territorio diviene esso stesso un prodotto, entrando in un sistema competitivo di mercato come soggetto economico, la strategia di marketing non può prescindere da un approccio che abbracci le forze in gioco, gli obiettivi da raggiungere e le risorse disponibili da utilizzare.
L’ impegno delle pubbliche amministrazioni nel valorizzare il territorio e nel renderlo un prodotto, si deve orientare nella duplice direzione:
• Di ottenere l’ attrattività verso l’ esterno : i fruitori (turisti e visitatori) dei beni e dei servizi, gli investitori di capitali e risorse e i potenziali nuovi residenti o nuove imprese devono trovare nel territorio e nelle sue ricchezze e peculiarità, il motivo determinante di scelta della loro destinazione
• Di creare soddisfazione verso l’ interno: i soggetti appartenenti al territorio, quali imprenditori e cittadini, costituiscono l’ indotto che deve beneficiare delle nuove scelte strategiche territoriali.
Cosa prevede il piano di comunicazione?
Innanzitutto la fase analitica prevede lo studio della segmentazione del mercato con l’ individuazione dei soggetti che si vogliono raggiungere e la stima della domanda attraverso l’ indagine di quali siano i fattori che inducono interesse, suscitino bisogni, agiscano sui desideri e stimolino idee imprenditoriali.
Segue la fase decisionale, che ha due dimensioni: quella strategica, intesa come conoscenza profonda delle caratteristiche del territorio e quella operativa che riguarda la scelta degli strumenti utilizzabili (sito web, pubblicità, eventi, pubbliche relazioni, fiere, direct marketing, promozione, ecc.).
Per una operatività che non esuli dal contesto concreto di riferimento, sarebbe importante per gli operatori che si accingono ad elaborare il piano di comunicazione, conoscere almeno indicativamente la misura delle risorse disponibili. Tale circostanza, pur valutando che la fattibilità può essere spalmata nel tempo con progressività, consente di scegliere gli strumenti realmente adottabili e le strade più realisticamente percorribili.
Perché i fattori di attrattività (caratteristiche geografiche, aspetti naturalistici, patrimonio storico, tradizioni, cultura, risorse di carattere umano, servizi pubblici, infrastrutture, vie di comunicazione, ecc.) rendano il territorio un prodotto di successo, è altresì indispensabile che tutti gli attori (pubblica amministrazione, imprenditori, cittadini) collaborino e si sentano coinvolti, come forze sociali fondamentali. A tale scopo, un rilievo va dato non solo all’ attrattività esterna, ma soprattutto alla comunicazione interna per creare un effetto virtuoso e circolare di legame tra soddisfazione, attrattività e valore del territorio.
Il piano di comunicazione di marketing territoriale, quindi, si inserisce proprio in questo processo di sostegno alle amministrazioni
• nello scegliere le strategie che rendono il territorio fonte di attrazione
• nell’ effettuare interventi che incrementino il pregio del territorio
• nell’ orientare le offerte in linea con la reale vocazione del territorio
in linea con le opportunità preesistenti e in funzione delle possibili innovazioni delle condizioni presenti.
Interessante, no!?