Prima di procedere alla scelta dei mezzi da utilizzare nel fare comunicazione, l’ operatore turistico dovrebbe concentrare la sua attenzione su quali obiettivi intenda raggiungere.
Uso il condizionale, perché spesso vi è confusione tra scopi e strumenti utilizzabili (multimediali, informativi, pubblicitari, di supporto alle vendite, stampa, social media, ecc), con il rischio che i risultati non siano completamente efficaci.
E’ bene quindi fare chiarezza su quali possono essere gli scopi raggiungibili nel turismo attraverso la comunicazione, prima di pensare a quali mezzi utilizzare.
Il primo è senz’ altro di tipo INFORMATIVO: comunicare l’ esistenza di un servizio o la sua implementazione porta a CONSAPEVOLEZZA e stimola la CONOSCENZA (awareness), senza le quali non può esserci nemmeno un fruitore. Questo spiega come, grazie a un adeguato battage informativo, una struttura ricettiva posta in una posizione isolata, sia nei fatti ugualmente raggiunta dal suo target o come, nel marketing territoriale, una piccolissima località possa divenire destinazione ambita!
Il secondo è obiettivo è di natura AFFETTIVA: con la presentazione dei benefici offerti dai servizi messi a disposizione, è possibile stimolare la PREFERENZA.
Sarà utile per l’ operatore concentrare le energie nel “far passare” il messaggio dei vantaggi psico-fisici derivanti dalla fruizione dei propri servizi, così come per gli amministratori pubblici di trasmettere il valore aggiunto derivante dalla peculiarità geografiche, storiche, culturali ed enogastronomiche del territorio di appartenenza. Tale impegno, in una ipotetica scala operativa, sarà possibile solo se raggiunto il primo scopo di tipo informativo, perché, per preferire, è necessario prima conoscere!
Il terzo obiettivo è verosimilmente quello che stimola maggiormente gli attori: si tratta infatti dell’ obiettivo di carattere COMPORTAMENTALE. La comunicazione, in questo caso, deve essere talmente efficace da porsi lo scopo di indurre il destinatario ad un’ azione: la richiesta di informazioni, la compilazione di un form utile per arricchire la mailing-list, la prenotazione e l’ acquisto di un prodotto (soggiorno, pacchetto wellness, servizio di trasporto, supporto di una guida turistica, ecc).
Individuati i tre livelli di obiettivo, l’ operatore può sentirsi in “imbarazzo” rispetto alla bontà/efficacia dei suoi obiettivi.
Allora, quali caratteristiche deve avere un obiettivo per poter essere definito “buono”?
Utilizzo l’ acronimo S.M.A.R.T. (intelligente) di Peter Drucker che, già nel 1954, nel libro Practise of Management, individuava nella SPECIFICITA’, MISURABILITA’, REALIZZABILITA’, RAGIONEVOLEZZA e CONTROLLABILITA’, gli elementi fondanti di un buon obiettivo.
Quale linee seguire per porsi un buon obiettivo?
1) Capire cosa fare, perché, a chi ci rivolgiamo, quando e come raggiungere il destinatario;
2) Individuare dei parametri per misurare i risultati da ottenere (quantitativi o qualitativi), per verificare se la strategia scelta sia efficace o se sia eventualmente necessario “raddrizzare il tiro”;
3) Trovare il giusto bilanciamento tra condizioni/limiti della situazione di partenza e aspirazioni/obiettivi, perché uno scopo troppo “lontano” è frustrante e rischia di compromettere anticipatamente i risultati;
4) Comprendere le priorità e verificarne l’ applicabilità rispetto alla concretezza delle azioni;
5) Darsi un limite temporale entro il quale raggiungere gli obiettivi, per dare un ordine alle azioni conseguenti.
LeverPlanGo, con un approccio consulenziale a 360°, sostiene le aziende turistiche nella comprensione delle reali necessità e nella definizione di nuovi ed efficaci obiettivi!